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Pubblicazioni/1

Note storiche e Statuto, a cura di Angelo Stroppa, Società generale operaia di mutuo soccorso, Lodi, 2007.

 

AA.VV., Annuario, 150 anni della Società Lodigiana di Mutuo Soccorso, 1861-2011, Lodi 2011.

 

AA.VV., Annuario 2014, Lodi, 2014.

 

Ricordi di Ettore Archinti alla Società Operaia di Lodi, a cura di orietta Porchera e Antonella Tornesi, Lodi, 2009.

 

A. Stroppa, Mutualismo e Cooperazione. L'azione sociale di Tiziano Zalli fra otto e novecento, Lodi, 2014.

 

Dai manoscritti di Giacomo Antonio Porro, dell'Incoronata, della Pace e di San Defendente, a cura di Pierluigi Maccagni e Pierluigi Majocchi, Lodi 2022.

 

Graziano Vergnaghi, E anche nel lodigiano arrivò il Beat. Storia della musica locale che rivoluzionò il modo di suonare e di ascoltare. (1962-1970), Lodi, 2022.

 

Eia Eia Alalà

EiaEiaAlalaMolto ricco l'apparato iconografico, assolutamente inedito, che ripropone quattro caricature che ritraggono ben sei personaggi appartenenti ai partiti politici più conosciuti del momento (i dirigenti fascisti Achilli, Moroni e Cella; i socialisti Archinti, sindaco di Lodi, e Campanini, deputato del Lodigiano; ed il leader dei cattolici Molinari) e ben undici vignette che rappresentano situazioni, più o meno tragiche, di quegli anni.


Accanto alla riproduzione dei manifesti del tempo, riferiti soprattutto alla marcia su Roma, vengono pubblicate alcune fotografie, realizzate ed elaborate da Pasqualino Borella, che ci restituiscono intatta l'atmosfera dell'intero periodo.
Oltre alla documentazione conservata negli archivi (Archivio comunale di Lodi, Archivio di Stato di Varese, Archivio centrale dello Stato - Ministero degli Interni, Archivio della Corte d'Appello di Milano e Archivio storico della Società generale operaia di m. s. di Lodi) ed alla corposa bibliografia richiamata nelle note ai testi, la ricerca si è estesa anche e soprattutto alla stampa locale e lombarda di tutte le tendenze politiche: cattolica, socialista, comunista, fascista, nazionalista, democratica, liberale ecc.


Sono state consultate ben 16 testate pubblicate negli anni compresi fra il 1913 ed il 1947 (soprattutto il 1919, 1920, 1921 e 1922) per un complessivo di circa 9.000 numeri di giornale.
Questo l'elenco :
"Rococò. Giornale" (relativamente agli anni 1913, 1919,1920,1921,1922 e 1923); "Il Popolo d'Italia" (relativamente agli anni 1919 e 1921, nonché l'Annuario fascista de "Il Popolo d'Italia, 1940 -- anno XVIII); "Il Fascio popolare" (1919); "Il Giornale della Provincia milanese" (1919 e 1920); "La Battaglia Socialista", (1919 e 1920); "Corriere dell'Adda" (1919, 1920, 1921, 1922 e 1986); "Il Cittadino" (1919, 1920, 1921 e 1922); "La Difesa" (1919, 1920, 1921 e 1922); "La Cooperazione italiana" (1921); "Fanfulla da Lodi" (1921 e 1922); "Voce comunista" (1921 e 1922); "L'Unione" (1921, 1922, 1924, 1926 e 1927); "La Patria di Fanfulla" (1924); "Il Popolo di Lombardia" (1922, 1923 e 1929); "Il Popolo di Lodi" (1930, 1933, 1934, 1935, 1939 e 1941); ed "Il Po" (1947).


Aperto da una premessa che ricorda l'amicizia fra Enrico Achilli e Benito Mussolini, nonché i rapporti di quest'ultimo con Lodi, il volume racconta gli anni che portarono alla nascita del Fascismo a Lodi e nel Lodigiano.
Seguono poi alcuni argomenti (quasi tutti poco conosciuti) che tracciano il profilo sociale delle squadre d'azione (con le memorie inedite di uno squadrista della "Enrico Toti"); la mobilitazione del 28 ottobre 1922 (nei suoi riflessi lodigiani e attraverso le cronache pubblicate da tre diverse testate: la filofascista "L'Unione", la cattolica "Il Cittadino e la socialista "La Difesa"); i quadri del Partito Nazionale Fascista (poco meno di 1.500 nomi di dirigenti fascisti di Lodi e di quasi tutti i paesi del Lodigiano contribuiscono a definire il quadro del fascismo nel territorio) ed il ruolo ed il posto delle donne nel Ventennio.


Due capitoli sulla toponomastica cittadina (l'istituzione delle vie Giovanni Marazzina e viale 28 ottobre, nonché piazza Italo Balbo, sostituite con altri nomi alla caduta del Regime) e sulla posa delle lapidi volute dal Fascio lodigiano che ricordavano le memorie del Ventennio (sulla casa di corso Roma, 46 [a Lodi] ove ebbe sede negli anni 1921 e 1922 il Fascio lodigiano di combattimento ed alla Villa Chiosino [alla periferia della città], dove si trovava il Comando delle Squadre d'Azione nei giorni della Marcia su Roma) chiudono il volume.


Il ricavato del libro, concorrerà a finanziare il progetto di ricostruzione della "Casa" della Società operaia di Lodi.

Annuari

Gli Annuari della Società Operaia prendono il via fin dal 1861 (anno di costituzione dello storico sodalizio) con l'edizione dei Rendiconti sociali, proseguendo poi con la pubblicazione, soprattutto durante le "celebrazioni" più importanti, di vari "numeri unici" ed opuscoli, fino alle recenti edizioni monotematiche come le Note storiche e Statuto (curato da Angelo Stroppa nel 2007) ed i Ricordi di Ettore Archinti alla Società Operaia di Lodi (edito da Orietta Porchera e Antonella Tornesi nel 2009).

 

I testi proposti nell'Annuario 2011, foto frutto di molte ed approfondite ricerche, sono dedicati alla storia del mutuo soccorso a Lodi e nel Lodigiano (come i saggi di Antonio Cardinale, Angelo Cerizza ed Angelo Stroppa); ai progetti e alle istituzioni promosse dalla mutualità locale (gli scritti di Contardo Passamonti, Orietta Porchera, Antonella Tornesi); senza aver dimenticato di proporre una rassegna dell'attività sociale dal 2007 al 2010 ed una cronaca (anche fotografica, risultato delle "fatiche" di Pasqualino Borella) della manifestazione del 150° di fondazione.

 

Questo l'elenco completo e particolareggiato dei saggi in ordine di pubblicazione:

La Colonia fluviale per fanciulli, un invenzione lodigiana, di C. Passamonti, O. Porchera, A. Tornesi;

La colonia "Caccialanza". Rassegna stampa 1911 - 1969, di A. Tornesi;

La Mutualità scolastica italiana a Lodi, di O. Porchera, A. Tornesi;

Le donne della Società generale operaia. 1893-1920, di O. Porchera, A. Tornesi

La Sezione giovanile della Mutuo soccorso, di O. Porchera;

La lunga vita dei soci della Mutuo soccorso di Lodi, di C. Passamonti;
Associazionismo femminile nel Lodigiano e Statuto della Società operaia di Codogno, di A. Cerizza;
Legislazione sociale e Società operaie di mutuo soccorso dopo l'Unità d'Italia, di A. Cardinale;
Dalla Società generale operaia di mutuo soccorso alla Camera del lavoro di Lodi, di Angelo Stroppa;

Un progetto della Società generale operaia di m. s. di Lodi a servizio della città e del suo territorio, di A. Stroppa;
Vita sociale: gite e manifestazioni. 2007-2010, di O. Porchera, A. Tornesi;
Galleria fotografica della festa dei 150 anni della società, di Pasqualino Borella;
Cronaca del 18 settembre 2012, di Angelo Stroppa;

nonché
Mesti ricordi. La scomparsa di Giuseppe "Pino" Vanelli Tagliacarne, di Pasqualino Borella.

Il volume, composto da 128 pagine di grande formato, è arricchito da quasi un centinaio di fotografie quasi tutte a colori.
Il coordinamento editoriale dell'Annuario è di Angelo Stroppa mentre le immagini a corredo dei testi appartengono tutte il vasto repertorio fotografico di Pasqualino Borella.

Il ricavato dell'Annuario, concorrerà a finanziare il progetto di ricostruzione della "Casa" della Società Operaia di Lodi.

Il piumettin di tre colori

IlPiumettinDiTreColoriIl titolo del libro riecheggia il nome di uno "strambotto", inedito, pubblicato dalla "Gazzetta della Provincia di Lodi e Crema" nella primavera del 1848; le parole "cantate a squarciagola dai volontari in partenza per la guerra rivoluzionaria" ricordano la nascita dei colori della bandiera italiana: il verde, il bianco ed il rosso.
Inserito nella preziosa collana del "Quaderni di Studi Lodigiani", edita dalla locale Società storica, il volume di Angelo Stroppa ripercorre tutte le tappe del Risorgimento del nostro territorio: a partire dagli avvenimenti della primavera del 1848 fino a Roma capitale ed oltre, includendo e documentando anche la partecipazione dei garibaldini lodigiani alla campagna di Francia; il tutto arricchito da una preziosa serie di atti e documenti (quasi tutti inediti) che attengono specificatamente alla nostra storia locale.
Si tratta infatti di una pluralità di memorie che si snodano nell'arco di oltre un ventennio, scritte da tanti lodigiani che svolsero ruoli, più o meno rilevanti, nel processo che porterà alla nascita dell'Italia unita ed oltre.
Da una lettura incrociata delle varie fonti disponibili e attraverso un paziente lavoro di ricerca, effettuata in un ragguardevole numero di archivi lodigiani e lombardi, "ritornano finalmente alla luce numerose storie pubbliche e private, fino ad oggi forse ingiustamente dimenticate": il volume raccoglie così i testi provenienti dai diari, dalle lettere, dagli articoli dei giornali, da vari documenti e dagli scritti -- proposti in prima persona o sotto la forma di intervista -- dei protagonisti di un'epoca travolta dalle grandi e molteplici passioni.
E' fuor di dubbio -- sostiene Angelo Stroppa -- che "la società italiana di ogni ceto abbia sentito nel proprio animo l'ansia dell'unità e dell'indipendenza patria"; tuttavia questa sensibilità "presentava aspetti ben differenti a seconda delle condizioni religiose, culturali ed economiche che avevano contribuito a costituire una personalità, un ambiente, un movimento rivoluzionario, una corrente politica ed anche soltanto il "temperamento popolare" di un determinato territorio. E' certo che una gran massa di persone fra le classi subalterne -- i molti contadini delle campagne lodigiane uniti ai pochi operai della città -- non aveva la facoltà di presentarsi il problema nella sua viva capacità ed urgenza: subiva la divulgazione delle idee (anche attraverso la diffusione della stampa locale, ampiamente ricordata nelle numerose pagine del libro) e le conseguenze rivoluzionarie o reazionarie con animo indifferente, scettico e talvolta irritato (soprattutto nei confronti della leva obbligatoria); preferiva la continuità serena della vita normale anziché coltivare una speranza che il calcolo "di un modesto e limitato intelletto non poteva presentare come facilmente e prossimamente realizzabile".
Molti degli autori delle memorie ebbero modo di combattere la loro battaglia con le armi convenzionali altri lo fecero con la penna e il calamaio ma tutti con la piena consapevolezza di vivere una grande stagione di libertà.

 

Una lunga serie di ricordi tratti dagli scritti di Giovanni Agnelli, Onorato Barbetta, Dionigi Biancardi, Emilio Bignami, Enrico Bignami, Gaetano Benaglio, Angelo Maria Bodio, Luigi Cingia, Vincenzo Colombo, Genebardo Crociolani, Michelangelo Dossena, Alessandro Fe, Carlo Gattoni, Innocente Gobio, Paolo Gorini, Francesco Grecchi, Natale Griffini, Giuseppe Monico, Alberico Pasini, Arrigo Pigna, Salvatore Premoli, Felice Ray, Annibale Riboni, Giuseppe Rossi, Francesco Rozza, Antonio Scotti, Bassano Sommariva, Feliciano Terzi, Bartolomeo Vanazzi, Vincenzo Vanazzi, Giovanni Vigentini, Angelo Volontieri, Enrico Wilmant, Tiziano Zalli e Giovanni Maria Zanoncelli a cui si accompagnano quelli dell'unica donna, Carlotta Ferrari, ed una serie di autori anonimi: un cronista, un operaio, uno studente e due soldati.
Una storia che attraversa più di quattro lustri e che, a partire da Lodi, si irradia in tutto il territorio lodigiano: da nord a sud e da ovest ad est coinvolgendo grandi e piccoli comuni come Brembio, Casalmaiocco (l'antica Cologno), Casalpusterlengo, Castelnuovo, Codogno, Orio Litta, Ospedaletto, Lodivecchio, Maleo, Sant'Angelo, San Colombano, Terranova dei Passerini, Zelo ed altri ancora che si sono trovati, spesso loro malgrado, al centro degli avvenimenti storici del Risorgimento locale.

 

Il libro, composto da più di 300 pagine, raccoglie ben 52 episodi che, attraverso l'analisi di documenti, alcuni dei quali assolutamente inediti, ci restituiscono la visione di una società lodigiana in movimento, desiderosa di vivere con pienezza la grande "stagione delle nuove libertà" anche se non ancora completamente libera dalle "vecchie ritualità ed abitudini dell'ancien régime".


La grande avventura di tanti giovani ricchi d'entusiasmo che vollero fare l'Italia a tutti i costi.


La Prefazione è di Ferruccio Pallavera mentre l'elaborazione e la realizzazione delle immagini fotografiche sono di Pasqualino Borella. Anche l'apparato iconografico composto da oltre 50 fotografie coeve, alcune completamente sconosciute (comprese quella di Innocente Gobio, il barnabita che confessò Carlo Alberto; di Enrico Wilmant, l'editore-direttore del primo giornale libero di Lodi; di Natale Griffini, l'ingegnere di Ospedaletto Lodigiano che collaborò all'espatrio dall'Italia del rivoluzionario Felice Orsini che poi attenterà alla vita di Napoleone III; e di Antonio Scotti uno dei fondatori della Società generale operaia di m. s.) dei lodigiani protagonisti delle vicende militari, politiche e sociali degli avvenimenti narrati segue un percorso lineare e conseguente che lo porta a valorizzare il contenuto dei testi. Particolarmente interessanti sono anche la riproduzione dell'inedito Proclama agli abitanti del Regno Lombardo-veneto del Feldmaresciallo Radetzky (del 1853); del testo del discorso pronunciato dal podestà di Lodi Paolo Trovati all'indirizzo del Vittorio Emanuele (nel 1859); ma anche e soprattutto della la prima pubblicità elettorale (del candidato del Collegio di Lodi Angelo Brofferio) e del primo certificato per esercitare il diritto di voto alle elezioni politiche del 1861, appartenuto al "neo elettore" Genebardo Crociolani.