Home Il passato Iniziative del passato Il prestito d’onore e la Banca Popolare di Lodi

Il prestito d’onore e la Banca Popolare di Lodi

Nell'Assemblea generale dei soci del 5 gennaio 1862 Tiziano Zalli propose la costituzione di una Cassa del prestito d'onore

"perché senza ricorrere all'usura privata sempre ruinosa, od al Monte di Pietà, l'operaio onesto po[tesse] ottenere credito per provvedere a' suoi bisogni domestici ed industriali sulla semplice garanzia della sua onoratezza e del suo amore al lavoro".

 

La proposta venne accettata all'unanimità e fu "ammesso di prelevare dal fondo Sociale lire 400 a tale scopo"; nel Consiglio direttivo del 2 febbraio 1862 venne anche deliberato di "nominare una Commissione per formare il Regolamento della Banca di Prestito". Cosa che si concretizzerà nella seduta del 6 aprile dello stesso Consiglio quando furono votati, sempre all'unanimità, Tiziano Zalli alla presidenza, Giuseppe Ghisi, Giuseppe Giulini, Carlo Bergamaschi e Giuseppe Sala come consiglieri.


L'iniziativa ottiene immediato successo.

Così comunicava infatti Tiziano Zalli all'Assemblea generale dei soci dell'11 gennaio 1863 :

"Un cenno per ultimo devo offrirvi sulla banca di Credito della quale voi avete autorizzata la formazione nello scorso anno. Il risultato di questa bella e vantaggiosa istituzione superò le concepite speranze; il nostro operajo diede una splendida prova di onestà e di moralità: addimostrò che non a torto la Società fece fidanza sul suo onore; in otto mesi di gestione colle lire 400 girate quasi tre volte si effettuarono 38 sovvenzioni delle quali 22 vennero puntualmente restituite e 46 sono tuttora in corso di attuazione. (...) La presidenza è adunque certa che voi vorrete sanzionare ancora per un altro anno l'utile impiego di questa somma, la quale mentre dà alla Cassa sociale il dovuto lucro per gli interessi , serve a vantaggio dei Soci che con difficoltà troverebbero altrove le piccole sovvenzioni delle quali soventi volte abbisognano".

Inutile aggiungere che i soci decisero concordemente di aumentare la somma da impiegarsi.
Sul finire del medesimo anno ancora Zalli illustrava all'opinione pubblica, sulla stampa locale - sul "Corriere dell'Adda", in particolare - il progetto di fondare a Lodi una Banca Popolare, tentativo del tutto nuovo in Italia.

 

BancaPopLodiNell'adunanza generale dei soci del 3 gennaio 1864 così si esprimeva: "Il vicepresidente [che] ragguagliava l'assemblea – si legge in una cronaca pubblicata dal "Corriere dell'Adda" -- dei buoni risultati ottenuti anche quest'anno dalla Banca de' prestiti d'onore: il capitale impiegato fu di lire 800, del quale 600 sovvenute dalla Società e 200 da membri della presidenza; con queste lire 800 si effettuarono n° 92 prestiti di varie somme , nessuna però maggiore di lire 40 e fino ad ora tutti restituiti con puntualità veramente commendevole".

Sempre Tiziano Zalli annunciò anche "che si pensa di stabilire una Banca popolare per favorire gli interessi degli Operai agiati e dei piccoli negozianti".

 

L'auspicio di Zalli divenne ben presto una realtà ed il Prestito d'onore, sperimentato in seno alla Società, poteva considerarsi il primo e positivo esperimento che aveva portato alla nascita della Banca lodigiana, alla cui costituzione avevano contribuito moltissimi soci effettivi ed onorari del sodalizio cittadino di mutuo soccorso.
Nella seduta del Consiglio direttivo del 7 agosto 1864 veniva anche deliberato "di inserire la Società operaia quale azionista della Banca popolare" ; iniziava così una lunga collaborazione fra la Società generale operaia di mutuo soccorso e la neonata Banca Popolare di Lodi.
Tiziano Zalli era infatti solito indicare nel Prestito d'onore l'esperienza pratica che, ripensata alla luce degli studi sul credito di Luigi Luzzatti, lo convinse a fondare a Lodi la prima Banca popolare in Italia.

 

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